Il circolo virtuoso per essere competitivi
di Luigi Ferro · 29 novembre 2007Nonostante l’alto numero di iscritti c’era poca gente ieri pomeriggio in Assolombarda per il convegno “Mercato innovazione mercato: il circolo virtuoso per restare competitivi”. E’ stato un peccato perché nel convegno è stata consegnata ai partecipanti una pubblicazione di Assolombarda con gli interventi dalla quale traiamo la parte dedicata al circolo virtuoso per essere competitivi.
Spiega Oscar Pallme che in genere l’innovazione ha origine da una chiara visione dei trend di mercato, cioè dalla capacità di interpretarli in anticipo, e dalla convinta focalizzazione su questa visione. Prende forma grazie alla creatività e si sviluppa grazie alla capacità di realizzare gli obiettivi in tempo (just in time). Ha successo solo se apporta nuovi benefici economici e sociali (valore trasferito) riconosciuti come tali dal mercato e acquistati.
La prima sfida consiste consiste nel riuscire a prevedere in anticipo sia l’evoluzione degli scenari sia come riposizionarsi. Il vero problema per le imprese consiste nella difficoltà di essere contemporaneamente: sufficientemente visionarie per immaginare l’impensabile, sufficientemente abili nel trasformare le visioni in realtà concrete, cioè realizzare gli obiettivi anche qualitativamente e sufficientemente tempestive nel lanciare l’innovazione sul mercato al momento opportuno e nel modo giusto per fare percepire il suo valore ai potenziali utilizzatori.
Per questo è necessario riorganizzarsi (talenti, governance, processi, tecnologie) per riuscire a sviluppare, in anticipo rispetto ai concorrenti, l’innovazione impensabile fino a cinque minuti prima e proporla al mercato nel momento in cui la domanda sta per accorgersi di avere nuovi bisogni emergenti che possono essere soddisfatti con questa “nuova” innovazione.


