Piccoli e grandi contro Trichet
di Luigi Ferro · 25 giugno 2008Narrano le cronache che il presidente della Fed Ben Bernanke si sia un po’ arrabbiato con il suo collega della Bce Jean Claude Trichet che ha parlato di un “possibile” rialzo dei tassi a luglio. Bernanke, infatti, ha paura che con l’aumento del prezzo del petrolio i rischi di una contrazione dell’economia siano più forti di quelli dell’inflazione. Per questo aveva parlato della necessità avere un dollaro “forte e stabile”. Il rafforzamento del dollaro avrebbe fatto calare il prezzo del petrolio allentando la pressione dell’inflazione. Poi però è arrivato l’annuncio di Trichet, che l’inflazione non la sopporta proprio, e tutto è stato vanificato.
Bernanke è in buona compagnia. Grandi manager e imprenditori sono infatti convinti che in questo momento l’Europa abbia bisogno di tutto meno che di un innalzamento di un quarto di punto dei tassi di interesse. Consultati da Il Sole 24 Ore Radiocor-24 minuti il 70,5% dei 122 imprenditori, manager e banchieri hanno dichiarato che iI tassi nell’Eurozona devono essere tagliati quanto prima per ridare slancio all’economia riavviando consumi e investimenti. Del panel facevano parte anche anche Sergio Marchionne, Luca di Montezemolo, Paolo Scaroni, Corrado Passera, Fulvio Conti, Marco Tronchetti Provera, Francesco Guarguaglini, Guido Rossi e Gian Marco Moratti.
Per una volta i big dell’industria sono d’accordo con i piccoli. ”La Bce vuole affossare le nostre imprese” è il grido d’allarme che arriva da Blogimprenditori. Una contesa che non è nuova in Europa. Prima c’era la Banca centrale tedesca che nella sua lotta contro l’inflazione trascinava il Vecchio Continente, ora c’è la Bce, che dalla Bundesbank ha preso parecchio, che continua sulla stessa strada.
Ma gli imprenditori sono arrabbiati in tutta Europa. Soprattutto in Spagna se stiamo alle cifre di www.stoptrichet.com un sito in cinque lingue che raccoglie le firme contro la politica della Bce. Nato da pochi giorni è a quota 5.837 con il 29% delle firme che arriva dalla Spagna, dove la crisi sta iniziando a pestare duro, il 21% dalla Francia, il 15% dalla Germania e solo il 7% dall’Italia.
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