Una nuova funzione sociale per l’impresa
di Luigi Ferro · 10 dicembre 2007Il silenzioso boom guidato da una minoranza industriale orientata alla globalizzazione, dice il Censis, c’è ancora. Infatti si sono consolidati l’orientamento strategico a coprire attraverso un’offerta adeguata la fascia altissima del mercato, la scelta spontanea di fare un’articolata strategia di nicchia che premia la differenziazione produttiva delle medie e piccole imprese, la logica del lavoro su commessa, la personalizzazione e la fidelizzazione del cliente. Inoltre, la rilocalizzazione in Italia di molte produzioni di alto brand ha di fatto rilanciato le principali aree economiche del Paese.
Dietro tutto questo, però, c’è un paese dove si agita una “poltiglia di massa”, una “mucillagine”, un insieme incocludente di elementi individuali e di ritagli personali tenuti insieme da un sociale di bassa lega, e senza alcuna funzione di coesione da parte delle istituzioni. Verrebbe quasi da dire che siamo al solito familismo amorale , una società di “coriandoli” dove ognuno va per conto suo.
In questo deprimente panorama il Censis di De Rita (l’inventore del “piccolo è bello”) individua però minoranze positive che offrono qualche segnale di speranza. Due riguardano da vicino i temi di questo blog e sono “la minoranza che fa ricerca scientifica e innovazione tecnica è orientata all’avventura dell’uomo e alla sua potenzialità biologica” e la “minoranza che nella scia della minoranza industriale oggi rampante, fa avventura personale e sviluppo delle relazioni industriali (si pensi ai giovani che studiano o lavorano all’estero, ai professionisti orientati a esplorare nuovi mercati, agli operatori turistici di ogni tipo)”.
Questa minoranza industriale da sola non ce la fa a trainare tutti e solo l’unione delle varie minoranze, sostiene De Rita, “possono sprigionare le energie necessarie per uscire dallo stallo odierno”.
“Ma quelle energie avranno pur bisogno di un collettore collettivo e di una riconcentrazione di alleanze. La risposta più abituale guarda all’azione politica e alla sua tradizionale funzione di mobilitazione sociale. Ma il suo stato non lascia molte speranze: vecchi e nuovi potenziali schieramenti non hanno forza di mordente unitario (…..) non può venire da lì il ruolo di collettore di energie e di riconcentrazione di alleanze sociopolitiche”.
Analisi pesante che non lascia molte vie di uscita.
Ma se stiamo a quanto afferma il Censis oggi il fare innovazione con la propria azienda assume quindi anche una funzione sociale. Si entra a fare parte di una minoranza positiva che può contribuire a rompere quella cortina di pessimismo che dalle Alpi alla Sicilia sembra avvolgere il Paese. In questo modo la nuova funzione sociale dell’impresa non sta tanto nelle meritorie attività di responsabilità sociale (o almeno non solo), ma nell’essere motore del proprio territorio, esempio positivo, fucina di idee. Sperando che anche la Pubblica amministrazione impari.


