Nota: Se stai leggendo questo messaggio è perchè non vedi i nostri file css, oppure perchè non hai un browser "standards-compliant browser". Leggi l'aiuto.

Ricerca su pmiclub.it: Ricerca avanzata

In Italia la ricerca rischia di fermarsi

di Luigi Ferro · 21 gennaio 2008

Il Corriere della sera riporta i risultati dell’ultima edizione del rapporto sul grado di innovazione dei Sistemi Paese elaborato dalla fondazione Rosselli in collaborazione con il quotidiano milanese.

L’Italia, come l’anno scorso, si trova in sedicesima posizione.  Abbiamo superato la Spagna ma contemporaneamente siamo stati superati dal Portogallo. Il punteggio però è migliroato: da 3,93 siamo arrivati a 4,20. Merito soprattutto della aziende perché è aumentato i peso dei settori industriali ad alta tecnologia rispetto a quelli tradizionali il che significa che hanno saputo ristrutturarsi e diversificarsi verso prodotti a maggiore valore aggiunto.

La spesa per la ricerca scientifica, però, non è aumentatata e, afferma l’indagine, senza nuovi investimenti il graduale miglioramento al quale abbiamo assistito fino al 2007 è destinato a fermarsi.

La Fondazione Rosselli dice poi che è stata ridotta la pressione fiscale sui redditi d’impresa (in rapporto al Pil), che c’è una buona diffusione delle tecnologie informatiche e che l’amministrazione pubblica ha ridotto gli investimenti information technology.

Per quanto riguarda il capitale umano, invece, siamo all’ultimo posto. Non è che spendiamo poco, ma spendiamo male.

 Â

Collaborate gente, collaborate

di Luigi Ferro · 14 gennaio 2008

Sono molti i dati interessanti che emergono dall’indagine sull’innovazione nelle imprese del Nord Est. Alcuni, purtroppo, non mi paiono particolarmente positivi come quello relativo alla maggior parte degli imprenditori che ricorrono all’innovazione per sopravvivere e non  per fare crescere l’azienda. Ma non c’è solo questo. Nelle conclusioni gli autori sottolineano l’esistenza di un “freno culturale degli imprenditori che non si mostrano propensi a strategie di aggregazione e collaborazione con altre imprese su specifici progetti. Questa forte chiusura rischia di sottrarre molte utili occasioni, soprattutto per le imprese più piccole, di poter intraprendere e realizzare progetti ambiziosi e fuori dalla portata dei singoli”.

“La condivisione delle competenze potrebbe costituire un circolo virtuoso per un territorio fatto di imprese che prevalentemente per l’innovazione possono fare affidamento solo sulle proprie risorse umane interne”.

   Â