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Industria 2015 e la voglia di innovazione

di Luigi Ferro · 27 novembre 2007

In giro c’è una gran voglia di innovazione che si esprime nella partecipazione ai convegni (quelli della School of management del Politecnico, per esempio sono sempre affollatissimi) e anche nelle 1.500 domande che sono arrivate in risposta ai bandi sull’efficienza energetica e mobilità sostenibile che fanno parte di Industria 2015, il progetto del ministero dello Sviluppo economico guidato da Pierluigi Bersani.

Industria 2015 è un esperimento interessante che prevede l’abbandono del vecchio metodo dei contributi a pioggia per istituire un carnet di incentivi fiscali automatici al quale si affianca la selezione di progetti innovativi dedicati a specifici settori. In pratica la Finanziaria 2008 prevede l’innalzamento al 40% della quota detassata per le spese in ricerca e in collaborazioni con le università. Inoltre le buste paga dei ricercatori delle start up saranno esentate per otto anni  dagli oneri sociali e per tre anni per tutto il resto del personale.  

Accanto a questo nuovo sistema ci sono le cinque aree (efficienza energetica, tecnologia per il made in Italy, mobilità sostenibile, beni culturali, scienza della vita) per le quali saranno scelti alcuni progetti da finanziare e che sono sotto la guida di project manager che viene dal mondo dell’industria.

I primi due a partire sono stati l’efficienza energetica (il responsabile è Pasquale Pistorio, presidente Telecom Italia anche se ancora per poco e vicepresidente Confindustria con delega all’innovazione) e la mobilità sostenibile (guidato da Giancarlo Michellone, rsponsabile dell’Area Science park di Trieste). Fra qualche mese si arriverà alla scelta dei progetti da finanziare. 

“Siamo un paese industriale. E lo resteremo nel futuro. Ma nell’industria del futuro la sfida è sulla tecnologia. Dobbiamo quindi cambiare priorità: mettere in secondo piano la burocrazia, le leggi e i contributi e trovare un sistema efficace per spostare sulle frontiere l’intero sistema delle imprese italiane, grandi e soprattutto piccole”. Così riassume la faccenda il ministro Bersani al quale se non altro va dato merito di essersi inventato qualcosa di nuovo. Probabilmente l’esperimento più interessante di questo governo.  Â