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La filiera dell’innovazione non funziona

di Luigi Ferro · 29 febbraio 2008

Anche da Cisco ieri si è parlato di innovazione ma da un punto di vista differente rispetto a quello di dpixel. Se con Dettori l’argomento erano le imprese che verranno con Ferdinando Azzariti, docente dell’università di Venezia, si è parlato delle imprese che ci sono e che devono innovare, in particolare utilizzando l’Ict.

Anche qui però c’è qualcosa che non funziona. Vendor come Hp, Microsoft o Cisco hanno a disposizione un numero perfino esagerato di rivenditori necessari soprattutto per raggiungere il 95% delle imprese italiane che non arriva a dieci dipendenti.  

Le imprese volendo possono appoggiarsi ai centri di trasferimento tecnologico che sono trecento e cercare di usufruire dei bandi pubblici per i loro progetti di innovazione. Tutto questo però, per quanto riguarda le piccole imprese funziona poco e male almeno stando agli acquisti Ict e alla dotazione tecnologica delle piccole aziende.

A occhio i difetti sono distribuiti lungo la catena, ma il mio personalissimo parere è che i piccoli imprenditori facciano ancora fatica a misurarsi con l’Ict anche a causa delle ridotte dimensioni delle aziende. Non sarà un caso che spesso si dice che il tornio è il conccorente peggiore del software. Perché aumentare la produzione grazie al tornio vuole dire più fatturato, mentre il gestionale viene visto come un costo. Padroni delle loro aziende nel senso che ne conoscono i dettagli, i mercati e i concorrenti, i piccoli imprenditori non possono permettersi un errore pena il fallimento in breve tempo dell’impresa.

Per questo si concentrano sulla produzione tanto che come sostiene anche Vito Di Bari in questa intervista nelle aziende italiane è molto più facile scovare l’innovazione di prodotto piuttosto che quella di processo. Poi c’è anche la mancata comprensione di soluzioni come l’e-commerce (soprattutto nella versione b2b) e il fatto che fanno tuttora molta fatica a rivolgersi a un’università o uno dei tanti centri di trasferimento tecnologico.

C’è sempre il dubbio che qualcuno venga a dirti cosa devi fare in casa tua dove comandi tu e basta.
D’altronde non sarà un caso se in Italia è sempre molto difficile vedere un’azienda quotarsi in Borsa.  Con la quotazione l’imprenditore deve rendere conto al mercato delle sue azioni. In Italia dà fastidio.     

Infine, il ruolo delle associazioni degli imprenditori. Quelli di Cisco sono stati molto chiari: fino a un anno fa non hanno fatto quasi nulla mentre oggi iniziano a farsi sentire. Anche loro sono un tassello importante della filiera.