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Pochi soldi per chi ha idee

di Luigi Ferro · 28 febbraio 2008

Giornata interessante quella di ieri fra la presentazione di dpixel e il Cisco Expo. Due incontri che permettono di fare il punto su ciò che non va in Italia in tutto ciò che ruota attorno al mondo dell’innovazione. Partiamo da dpixel. Gianluca Dettori, ex fondatore di Vitaminic, è molto chiaro: il venture capital in Italia è quasi inesistente. 28 milioni di euro nel 2006 per 62 operazioni e 39 milioni nel 2007 per 55 operazioni. Questi i dati di un settore un po’ malconcio.

Il bello è che negli Stati Uniti invece si aprono inaspettati spazi di mercato per chi vuole fare investimenti seed (primissima fase di vita delle aziende). I venture capital in circolazione negli Usa hanno ormai entità tali che se non gli chiedi almeno qualche milione di dollari non ti prendono neanche in considerazione.

Tra l’altro aggiungeva qualcuno da Cisco, negli Stati Uniti sono disposti anche a finanziare imprese italiane. Però devono trasferirisi nella Silicon Valley perché non si fidano di dare i soldi a chi lavora nel paese della monnezza. 

In Italia invece difficile trovare qualcuno che rischi i suoi denari in imprese innovative anche se, sempre Dettori dice che qualcosa sta cambiando con manager che vogliono fare gli imprenditori e gruppi di business angel organizzati. Ma l’ecosistema rimane carente.   

Dettori affronta il tema dell’innovazione dal punto di vista dei finanziamenti delle aziende innovative con l’esperienza di chi questa strada l’ha già percorsa anni fa durante i rutilanti tempi della new economy. Su dieci parole ne dice quattro in inglese, ma non è il manager che invece di Pmi dice pi em ai (sentito anche ieri) piuttosto è uno con un’apertura internazionale che non vuole limitarsi all’angusto spazio italiano. “Cerchiamo l’imprenditore che vuole uscire dall’Italia”, che respiri in inglese e che veda il mondo come suo mercato.

Ce ne vorrebbero cento di dpixel, afferma, anche perché se da una parte mancano i soldi dall’altra gli aspiranti imprenditori sono poco avvezzi a fare azienda con i venture capital. Spesso pensano in piccolo con business plan sui quali non vale la pena di investire per gli scarsi ritorni che promettono  e hanno un sacco di timori  verso il lavoro dei venture capital. Sono un po’ provinciali.   Â